Da alcuni anni ci sono momenti in cui sento il bisogno di fare spazio. È un bisogno fisico e mentale, lo riconosco quando arriva ma non mi chiedo da dove arriva: so l’origine essere un fastidio, una miscellanea di pensieri e c’è un motivo, o forse più motivi, scatenante. Tutto questo mi provoca un equilibrio emotivo difficile da gestire quindi non rimugino su cosa/quando/perché ma agisco e dedico tempo a fare spazio. L’effetto è immediato: sto molto meglio, mi sento più distesa, meno arrabbiata o infastidita.
Respiro. Eh, sì, respiro anche meglio. Dall’affanno del respiro di petto e trafelato torno ad un andamento del respiro regolare. E se respiri bene, il tuo corpo – grazie a meccanismi fisiologici – è meno attivato e più rilassato.
Il termine “tecnico” del fare spazio è decluttering, una pratica molto diffusa che consiste nell’eliminare il superfluo dagli ambienti in cui viviamo, lavoriamo o trascorriamo il nostro tempo.
Decluttering deriva dall’inglese clutter e significa “disordine” o “accumulo”. Il decluttering è l’atto di rimuovere il disordine, liberandosi di oggetti inutili, superflui che ti appesantiscono o che non aggiungono valore alla tua vita. Non è una pratica da limitare alle mura domestiche. Anzi! È da applicare in diversi ambiti: dalla casa all’ufficio, dall’armadio… agli spazi digitali (sfoltire email, file sul computer o sul cellulare).
Non pensare che l’obiettivo principale del decluttering sia solo fare ordine – l’ordine è il risultato apparente e senz’altro utile – piuttosto aiuta davvero a creare spazio fisico e mentale.
Quando faccio ordine elimino il superfluo, lascio andare oggetti o abbigliamento anche belli e in buono stato ma che non mi rimandano più emozioni e non rispecchiano ciò che sono ora, in questo momento. Io preferisco regalare, scarto solo ciò che è rovinato e inutilizzabile. Regalare significa dare nuova vita a qualcosa e scoprire che quell’oggetto, quella gonna, quel libro… a qualcuno serve e piace. Sono grata a chi prende e non mi aspetto gratitudine.
Nel tempo ho capito che questa azione di eliminare riduce il mio livello di stress, vedere un ambiente ordinato e libero dal caos visivo mi riduce ansia e stress. Io mi percepisco anche più produttiva, sarà l’equazione “Meno oggetti intorno = meno distrazioni e più tranquillità”? ;-).
Inizialmente è stancante agire per eliminare però ti porta verso un atteggiamento di vita più consapevole e intenzionale: il decluttering ti costringe a fare scelte consapevoli su ciò che vuoi davvero conservare e ciò che puoi lasciare andare. Vale per cose tangibili e per emozioni, ricordi, pensieri e scelte di vita.
Liberarsi di oggetti legati a ricordi dolorosi o a un passato che non ti rappresenta più può essere un atto di liberazione emotiva e mentale.
Un solo consiglio: inizia piano e dal piccolo. Puoi scegliere l’angolo di una stanza, o un cassetto oppure inizia eliminando app inutili dal cellulare, cancella email vecchie e inutili. Non darti propositi esagerati, non farti sopraffare dal tutto e subito. Iniziare un’attività nuova, vivere un cambiamento richiede tempo e lentezza.
Ah, un suggerimento: piano piano fai tua questa frase – per me è quasi un mantra! –: “una cosa entra, una cosa esce”.
Un passo alla volta e… Buon viaggio verso il tuo spazio (e la tua mente) liberi dal caos.
Alessandra Bonizzoni